sabato 8 ottobre 2011

Un caso di sovranità limitata di Francesco Francescaglia

No, non è il solito caso di cronaca nera da trattare con il plastico della scena del delitto allestito nella “terza Camera” dal sensale Bruno Vespa.
Quello dell’assoluzione di Sollecito e Amanda è un caso di sovranità limitata: quella dell’Italia. Non vogliamo e non possiamo entrare nel merito delle vicende processuali, non ci interessa. Vogliamo e dobbiamo, invece, parlare di tutto ciò che ha ruotato intorno al delitto di Perugia e che, alla fine, ha pesato ben più delle perizie e dei dibattimenti in aula.
Un’enorme pressione mediatica è calata dagli Usa sulla piccola Perugia - la mia città - invasa dalle TV di tutto il mondo. Il circo dell’informazione a stelle e strisce aveva già da tempo assolto la ragazzina americana e dipingeva il nostro paese e il nostro sistema giudiziario al limite della barbarie. La tranquilla e millenaria Perugia descritta come una sorta di Sodoma e Gomorra. Amanda doveva essere liberata. Negli ultimi giorni il magnate Donald Trump ha addirittura minacciato il boicottaggio dell’Italia se Amanda non fosse stata assolta.
Poi, ovviamente, si son mossi i servizi segreti, la diplomazia e la politica. Un’attenzione e una pressione che ha portato fino all’intervento diretto di Hillary Clinton, che poi ha subito commentato entusiasta la notizia dell’assoluzione. Una pressione indebita enorme.
Tanto che il PM Mignini ha detto che c’è stata una “pressione mediatica mai vista, non si può andare avanti così”. E l’altro PM, Manuela Comodi, ha parlato di “una decisione abbondantemente preannunciata”.
Ne deduciamo che in Italia non si può condannare un cittadino americano. L’impero colpisce sempre. Un ivoriano brutto, povero, cattivo e senza avvocati di grido finisce dritto dritto in galera senza passare dal via. Ha agito con altri, dice la sentenza; chi siano, però, non si sa. Non l’americana, né l’italiano che si è salvato per proprietà transitiva (e comunque era difeso da Giulia Bongiorno).
La sovranità dell’Italia è andata a farsi benedire ancora una volta. La giustizia italiana è costretta a inchinarsi ancora una volta al potere forte di turno.
I sempre compassati perugini stavolta si sono indignati e hanno gridato il loro sdegno fuori dal tribunale, non ne potevano più delle ingerenze e delle palesi ingiustizie.
L’omicidio di Meredith resta senza soluzione. Giustizia non è stata fatta. Ancora una vittoria dell’imperialismo. 



(Francesco Francescaglia è responsabile esteri del Pdci) 

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